devo aver tirato su il cielo, se no come me la spiego questa tenerezza infinita? magari domani sarò uno straccio, chissà? scendo dentro alle cose, anche gli oggetti sembrano avere un'anima. e poi la musica. lei. la mia sposa promessa. quando tornerai faremo l'amore. ti arriveranno addosso tutte queste notti trascorse in solitudine. dovrai sorbirti il mio vuoto. ah, se dovrai!
gioia: chi vuole essere scopato, lieto sia. noia.
angelica
su queste fronde malate,
inclinate sull'arno,
vorrei avvitarti, piegarti,
pregarti e poi scioglierti.
un inchino al sole dell'alba.
c'è tenerezza e candore
in queste pause, ma l'idea
di te, finalmente sciolta
come neve, mi consola.
e mi dà da vivere.
stella
mi avvolgo, mi sciolgo
come un lenzuolo al sole.
mi arrendo ai profumi.
alle parole che inventi,
tentazioni, bugie.
come se fossi un puntino,
un insetto dispettoso
che nel tepore della sella
della mia moto di notte,
mi suggerisce solo di volare.
io sto bene con te.
nadja
dovresti vergognarti, hai di nuovo
permesso all'alba di mancarmi.
non ti rendi conto, mai.
così mi consolo con parole ormai
stanche di cartoni animati.
eppure un giorno sorgerà un sole
bianco, cadaverico. nel suo sterminio
ti domanderai che uomo ero.
brividi che le mie mani
gualcite non riconoscono:
è andare alla deriva
degli occhi, una specie
di mutazione ingombrante
dei nostri sguardi,
un tempo luridi e feroci.
yes sir
i can boogie
if you play a certain song
yes sir
i can boogie
all night long
appunti di mezza estate
voglio che tu sappia che darei fuoco a tutti i teatri di merda che frequenti. ne salverei soltanto uno, quello in cui ti senti felice come un maiale. torna presto. viva gli amici. viva sasha, viva te. viva l'assenza. cosa mi hai fatto? vedo tutto bello. le facce del piccolo sono grandi storie. le rughe, i racconti, i sorrisi, come sottofondo il mio lettore mp3, uno struggente sebastien tellier. la mia bottiglietta d'acqua è una forma elegantissima. ho sentito finalmente nadja ubriaca. dichiarazioni infinite. poi penso a te che mi stai insegnando a dormire senza le mutande. cazzo, che bello! quanta leggerezza. come posso ringraziarti?
tu con il tuo bosco, io con la mia città. voglio vagare nel vuoto, toccare anche stasera un po' di quel buio solitario. a tratti odio tutti i sentimenti d'amore. non c'è amore senza ombra. me lo suggeriscono il mio cuore e la mia musica. e la mia poca esperienza. ciao fatina lesbica.
perdonami emi, sono un po' fatto, da tempo ho una cosa dentro che devo dirti. sono invidioso - ma non è la parola giusta - di te e di nadja, di quando vi siete masturbati insieme. spero davvero un giorno di trovarmi con te e fare la stessa cosa, tipo adolescenti arrapati che scoprono nuove isole felici.
apritemi il mondo. voi altri di cui non so niente. di cui ignoro anche il nome. apritemi le bottiglie. voglio vedere le pentole scoperchiate, gli ombrelli bagnati, i negozi distrutti. aprite tutte le porte. la bocca, le gambe, i colori. apritemi l'anima. in un gesto ignorante. apritemi in mille pezzi. voglio il sapore. voglio la bocca deturpata. poi vagare in un silenzio pesante. l'assenza del suono. vedermi nel vuoto lasciato dalla notte. prosciugarmi. svilirmi. tornare sesso. quello che non mi appartiene. fica e cazzo dei miei genitori. sfioratemi l'uccello. fatemi cantare, toglietemi anche il sole. scuoiatemi. basta che resti aperto. spalancato. distrutto. con le mie cinque lettere. m come lingua. a come musica. r come scisma. c come sorella. o come tifone. spaccatemi i timpani. spaccatemi la gola. voglio essere una di quelle mummie immobili che sorridono sempre. anche dopo millenni. fatemi del bene. apritemi. apritemi. voi altri artisti. apritemi. le camice bianche fanno stragi di cuore. sia techno spietata. e quindi?
se fossi stato qui, ti avrei rigirato come un calzino. il tuo seme sul palato. te lo avrei sputato in faccia in un pompino infinito. mi tocca farmi invece tutte queste seghe. all'ombra di un ricordo sinistro. la musica mi assale. come una donna, una grande troia. universale. così metto in bocca una sigaretta. le sigarette sono cazzi. voglio uscire. frogtoise all'attacco. sterminare i gufi e i galli della notte. le lesbiche devono morire. tutte. adesso. sempre. voglio pisciare sulle loro tombe. voglio seppellirle. poi togliermi le mutande. girare nudo in un cimitero. trattenere l'odio e rigettarlo sulle lapidi di chi ha amato sul serio. l'amore è soltanto un'ombra. una grigia, smembrata, livida ombra. me lo ha insegnato dio. colpa sua. gioia sua. esco. addio.
chi è costretto ad ascoltare troppo non vuole più parlare troppe emozioni rendono insensibili troppe emozioni rendono impassibili
pensavo che sono un uomo fortunato. sono cotto, o meglio, il fuoco dell'alcool e delle droghe sta scendendo lento come un sorriso di uno sconosciuto. penso ai miei amici, non ho altro, forse qualche canzone stonata, un po' di soul, elettronica da poco, ma niente arriva così immediato. è l'idea di qualcosa di umano. when the angels fall di uno sting ormai stanco. che bella questa canzone. è finita, la rimetto in loop. voglio incantarmi, poi andare a letto e fare l'amore con quel tipo che ha deciso di intromettersi prepotentemente nella mia vita. che uomo. ah, se solo non fosse un artista. ci sa fare, è un attore, un regista, un cantante. ma non ascolta. è il demonio degli abbracci. per quello che ne so. vicini di casa, bussate. bussate alla mia porta. vi aspetto. vi preparo un caffè. forse preferite un amaro? è che sono un ospite maldestro. ho il frigo vuoto. il mare mi circonda. lavatrici. divani. vicini di casa, non giudicatemi. non sono che il respiro di una bella canzone. adesso lucio dalla. poi ustmamò. che fine che ho fatto, dove sono tutti i miei soldi? è la fine che vorrei fare stanotte. musica, amici, droga, denaro, una sedia scomoda, un silenzio qualunque, una fiamma nel cuore, il pesce nell'acquario. ecco le mie mani. i miei passi. nipoti, angeli sdentati. tutto ha un senso, proprio tutto. all'improvviso, come una canzone di vinicio. chi può controllarci, ditemi, chi può farlo adesso? quando chiudiamo gli occhi, siamo finalmente liberi. basta un secondo. un attimo. umb, na, gianni, emi, vi amo.
eroi
ciao, mi chiamo niki. e sono una alcolista. oggi è un anno che sono sobria. lavoro sessanta ore a settimana. puzzo di sigarette. ho un bambino così intelligente che è costretto a cambiare scuola. mio marito non riesce a trovare un lavoro perché nessuno vuole assumere un ex detenuto. c'è una crepa nel tetto. e ho voglia di bere. è troppo per una persona sola.
quando ero bambino desideravo che uno sconosciuto arrivasse e mi dicesse che la mia famiglia non era davvero la mia famiglia. non erano persone cattive, erano solo insignificanti. e io volevo essere diverso. speciale. volevo cambiare. un nuovo nome. una nuova vita. il figlio dell'orologiaio divenne un orologiaio. è così inutile. e io volevo essere importante.
and you
you can be mean
and i
i'll drink all the time
'cause we're lovers
and that is a fact
yes we're lovers
and that is that
all'inizio c'è stata la scoperta. una confusione di elementi, come una grossa nevicata di impossibili cambiamenti. vecchie vite distrutte, lasciate alle spalle. facce sconosciute divenute familiari, nuovi incubi che sfidano il sonno. nuovi amici con cui sentirsi al sicuro. solo in seguito arriva il controllo, il bisogno di imporre ordine al caos con la determinazione, con lo studio, con la forza. tutti a difesa di una sconvolgente verità: loro sono qui. e la terra trema sotto i piedi.